
Kriptonite
Joe Lametta
Nautilus 1998
pp 238 - £ 23.000 - Esaurito
Ci sono libri di teoria travestiti da manuali. Sembrano innocui manuali tecnici, divulgativi, non troppo ostici ma per nulla avvincenti, se non per chi sia già almeno un po' introdotto nell'argomento: e invece sono testi teorici, veicolano pesanti e per nulla tecniche concezioni del mondo. Kriptonite è uno di questi libri. Il suo secondo sottotitolo, Crittografia, anonimato e privacy nelle reti telematiche, chiarisce di che cosa si tratta: è un'esposizione delle principali tecniche per rendere "opaca" una comunicazione in rete tra due o più persone, e impedire così che essa venga a conoscenza di terze parti anche nel caso che queste riescano a intercettarla.
Queste tecniche (che poi sono prevalentemente software) sono pazientemente spiegate anche a chi non ne sappia nulla o quasi, e convenientemente testate in modo da stabilirne l'affidabilità e il grado di sicurezza. Sono tecniche sempre esistite, tradizionalmente riservate solo alle istituzioni (esercito, polizia, servizi segreti) o alle grandi aziende, e oggi invece, grazie all'aumento esponenziale della potenza di calcolo dei personal computer, disponibili (quasi sempre gratis) a tutti gli utenti telematici di buona volontà. Sono le tecniche preferite dalla comunità cosiddetta "cypherpunk", un trasparente calco da "cypherpunk" che indica quelle persone abbastanza paranoiche da sospettare che il Grande Fratello sia davvero alle porte, se non addirittura occultamente già insediato, ma anche abbastanza ribelli e insofferenti da sfidarlo, se possono.
A questo atteggiamento fa riferimento il primo sottotitolo, Fuga dal controllo globale. E qui veniamo al nocciolo. Chiunque legga il libro e abbia una minima dimestichezza con il pc, ma non ne abbia alcuna con il dibattito sulla privacy che si è sviluppato negli ultimi anni in rete, è portato a chiedersi: tutto bene, ma perché, "se non ho nulla da nascondere", dovrei crittare i miei messaggi con il più famoso sistema digitale di crittografia a chiave pubblica (il PGP)? O addirittura dissimularli entro testi o immagini di tutt'altro tipo in modo che nessuno ne supponga neppure l'esistenza (steganografia)? Perché dovrei segretare tutto o parte del contenuto del mio hard disk in modo che sia accessibile soltanto a me o a chi ne conosce la password (file system crittati)? Perché dovrei spedire messaggi anonimi senza che nessuno, se non il destinatario, possa sapere chi scrive (anonymous remailer), e farmi rispondere nello stesso modo (nym server)? E così via. Gli autori, giovani e vecchie volpi del cypherpunk italiano, depistano ma non troppo la storia di Joe Lametta, collaboratore di Lex Luthor che ha fatto piazzare una bomba atomica nella fogna di Metropolis e ha chiesto al sindaco un miliardo di $ di riscatto, e vuole sfuggire alle ricerche di Superman: questa improbabile storia fumettistica, che costituisce la cornice del libro, forse non ha soltanto lo scopo di alleggerire il contenuto tecnico dei singoli capitoli. Forse suggerisce anche una risposta alle ingenue domande prima formulate. Si fa tutto questo perché il segreto è da sempre una componente essenziale del potere, e solo se si è capaci di contrapporre al segreto ufficiale un altro segreto, gestito da ogni singolo e ingestibile dal potere costituito, si può sfidare efficacemente quest'ultimo. Sempre che questo sia il nostro scopo, e non quello di fare un accordo con lui per farsi ammettere nella stanza dei bottoni.
Il libro nella sua forma cartacea è esaurito da tempo. Resta la copia elettronica, da leggere on-line (in formato html) qui o da scaricare (in formato pdf zippato) qui.

